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Balbuzie

Il centro Seconda Navigazione offre un servizio di trattamento riabilitativo per persone con balbuzie costruendo insieme al paziente dei percorsi terapeutici personalizzati.

L’OMS definisce la balbuzie come un “disordine del ritmo della parola, nel quale il paziente sa con precisione ciò che vorrebbe dire, ma nello stesso tempo non è in grado di dirlo a causa di arresti, ripetizioni e/o prolungamenti di un suono che hanno carattere di involontarietà”. Questa definizione descrive i sintomi ritenuti essenziali ai fini di una diagnosi, non considerando tuttavia altri aspetti importanti che riguardano, ad esempio, il vissuto del paziente stesso rispetto alla sua difficoltà e le effettive limitazioni socio-comunicative connesse. Oltre alla presenza di sintomi visibili ed udibili che riguardano la compromissione del ritmo e della fluidità verbale, la balbuzie presenta altre caratteristiche tipiche che si presentano in varie forme e non sempre con la stessa entità:

  • la parola spontanea di solito è più compromessa della lettura
  • a volte è più semplice parlare con voce afona
  • in genere durante il canto non si manifestano nè blocchi nè ripetizioni

Esiste poi una sintomatologia legata alle caratteristiche psicologiche del paziente ed in particolare al suo modo di percepirsi rispetto al disturbo. In genere il balbuziente è una persona timida, introversa, ansiosa, insicura, e la balbuzie impone delle limitazioni rispetto alla vita di relazione (difficoltà a parlare in pubblico, a chiedere informazioni, a fare telefonate etc.) generando una sorta di circolo vizioso. Naturalmente queste caratteristiche non sono necessariamente tutte presenti ma possono riscontrarsene solo alcune, in concomitanza o assenza di sintomi legati alla fluenza, e ciò contribuisce ad aumentare le difficoltà di definizione e di inquadramento diagnostico della patologia, ed è per questo fondamentale che il piano terapeutico, pur mantenendo gli stessi principi di base, sia specifico per quella persona in quel particolare momento.

Etiopatogenesi

Numerosi studi hanno cercato di definire le cause della balbuzie secondo inquadramenti teorici differenti, senza tuttavia riuscire ad arrivare ad un parere univoco. Sembra dunque necessario riferirsi ad un inquadramento etiologico di tipo globale, diretto agli aspetti comunicativi, relazionali e multifattorali della balbuzie. Ci si può riferire a tre aree in particolare:

  • Teorie organicistiche: ereditarietà, aspetti neurologici, ritardo o incoordinazione motoria, dominanza incompleta
  • Teorie psicogenetiche: conflitto appreso, approccio psicanalitico, comportamento appreso
  • Teorie foniatriche: disfunzione nel feed-back uditivo-tattile-verbale, disordine psicolinguistico

Classificazione

Esistono tre forme classiche di balbuzie:

  • Tonica, consistente in un blocco della muscolatura pneumo-fono-articolatoria, che impedisce l’inizio della realizzazione verbale o la interrompe con un brusco arresto
  • Clonica, caratterizzata dalla presenza di ripetizioni convulsive di foni, sillabe o parole, soprattutto all’inizio della produzione verbale
  • Tonico-clonica o mista, quando si associano le due forme precedenti

Si individuano inoltre una balbuzie primaria, tipica dei primi anni di vita, inconsapevole e dunque priva di tentativi di evitamento della difficoltà, e una balbuzie secondaria, che si instaura in età scolare, consapevole e dunque associata a sincinesie e tentativi di evitamento. Un’ulteriore distinzione, di Gregory e Hill, si riferisce al tipo di alterazione della fluenza, individuandone tre diversi tipi:

  • disfluenze tipiche
  • disfluenze cross over
  • disfluenze atipiche

Poichè la severità della balbuzie dipende da diversi fattori, e i soggetti balbuzienti costituiscono un gruppo molto eterogeneo, nella valutazione diviene fondamentale tenere presente l’aspetto multifattoriale del disturbo, comprese tutte le variabili ambientali e soggettive che influiscono sulla disfluenza. Per le stesse ragioni l’approccio terapeutico adottato nel nostro centro è di tipo globale e multifattoriale, tiene conto di tutte le variabili relative alla disfluenza come anche delle caratteristiche della persona balbuziente nella sua totalità, avvalendosi delle competenze specifiche della logopedista e della psicologa.

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