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Training autogeno

Il Training Autogeno è una tecnica di rilassamento di tipo autoindotto che trova le sue origini negli studi di Johannes Heinrich Schultz tra il 1908 e il 1912 in America.

Gli studi sul comportamento umano hanno individuato tre componenti, in una relazione di reciproca influenza, funzionali alla manifestazione dell’azione dell’uomo: una componente cognitiva, una emozionale-fisiologica e una motorio-verbale.

Così come un evento attivante su una delle tre componenti, infatti, influenza anche le altre due (pensiero sgradevole—emozione negativa—attivazione muscolare), un’azione rilassante su una qualsiasi delle tre componenti è in grado di suscitare una azione di rilassamento anche sulle altre due componenti (pensiero rilassante—emozione positiva—decremento attivazione muscolare).

Partendo da tali presupposti, il Training Autogeno si pone come obiettivo il raggiungimento graduale degli stati di rilassamento profondo da parte dell’individuo a partire dalla  componente cognitiva del comportamento, per poi coinvolgere successivamente tutto il sistema neurovegetativo e motorio.

La possibilità di ottenere tali modificazioni dei sistemi motori e neuro-vegetativi  oggettivamente misurabili si avvale del principio dell’ “ideoplasia”, ossia la tendenza a trasformare le rappresentazioni cognitive indotte, cioè le immagini mentali di rilassamento, in vere e proprie percezioni corporee e non in semplici suggestioni.

Sulla base di ciò, il T.A. trova il suo campo di applicazione come modalità di fronteggiamento dei Disturbi d’Ansia in generale e come tecnica performativa, laddove il rendimento finale di un’attività e la capacità di gestione delle proprie reazioni emotive e fisiologiche è molto alta.

Il tempo necessario affinché un soggetto acquisisca le abilità per effettuare tutti gli esercizi inferiori del T.A. si aggira, solitamente, intorno ai tre mesi e segue il seguente protocollo standard di esercizi:

–       il peso degli arti superiori e inferiori

–       il calore agli arti superiori e inferiori

–       il plesso solare

–       il battito cardiaco

–       il respiro

–       la fronte fresca

Il soggetto può svolgere generalmente gli esercizi in posizione supina, con gli occhi rigorosamente chiusi.

Infine, poiché il training autogeno è una tecnica di raggiungimento e al mantenimento di uno stato di rilassamento di tipo autoindotto, ovvero sotto il diretto controllo del soggetto e non subordinato alla presenza di un operatore esterno, è necessario che il soggetto s’impegni ad effettuare gli esercizi quotidianamente in autonomia fuori dal setting terapeutico, oltre a quelli di addestramento effettuati periodicamente con il terapeuta.